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Non salire su quella nave se hai a cuore il pianeta!

Rilanciamo volentieri questo interessante articolo di Giuseppe Tattara pubblicato su Ytali.com

Il trasporto marittimo è responsabile di circa il tre per cento delle emissioni globali di gas serra. Senza efficaci misure di mitigazione, il trasporto marittimo potrebbe rappresentare il dieci per cento delle emissioni di anidride carbonica (CO2) entro il 2050. L’anidride carbonica è un gas inquinante che contribuisce al buco dell’ozono e all’effetto serra.
Le navi si sono tradizionalmente affidate all’olio combustibile pesante per alimentare i loro motori, il che porta a gravi conseguenze sul clima, sull’ambiente e sulla salute. In questi ultimi anni la pressione dell’opinione pubblica ha sollecitato nuove norme internazionali sui combustibili e tutto ciò ha spinto le compagnie di navigazione ad annunciare una “transizione verde” in particolare per le navi da crociera dove il contatto con i passeggeri è immediato.
La campagna lanciata lo scorso anno dalla compagnia MSC, nel suo comparto crocieristico, chiamata “Per una maggiore bellezza” vuole essere un passo importante in questa direzione.
La campagna incoraggia il pubblico a scoprire la bellezza della crociera in modo “più consapevole, con un profondo rispetto per l’oceano e il pianeta”. La bellezza, rappresentata da una seducente voce femminile, invita il pubblico a immergersi nelle destinazioni del mondo, nella natura e in meravigliose esperienze a bordo e a terra. La campagna è stata attivata in più di trenta Paesi e viene presentata attraverso un mix di canali di marketing che includono TV, stampa, media digitali e social media. Creata in collaborazione con Dentsu Creative Italy, il filmato è stato girato dal regista australiano Kiku Ohe, conosciuto per la sua capacità di creare narrazioni visive avvincenti e coinvolgere il pubblico a patire dai comportamenti accattivanti dei suoi personaggi.
Punta di diamante di questa campagna sono le nuove navi della compagnia che usano come combustibile il gas naturale liquefatto (GNL). Nel “Rapporto sulla sostenibilità” (2003) che MSC pubblica ogni anno se ne parla come di una “tecnologia innovativa, rispettosa dell’ambiente, pulita e verde”, che permetterebbe ai croceristi di raggiungere le loro destinazioni “rispettando gli oceani e il pianeta”.
Il GNL è un combustibile fossile e il suo impiego al posto di altri combustibili marini riduce le emissioni di ossidi di zolfo, di azoto e il particolato in modo significativo; tuttavia una nave da crociera che utilizza il GNL emette complessivamente le stesse emissioni, o secondo alcuni ricercatori più emissioni, di gas serra di una nave che usa i combustibili tradizionali a causa del fenomeno chiamato “fuoriuscita del metano”. Una parte del gas non viene bruciata nel processo di combustione, con conseguenti emissioni di metano nell’atmosfera e si tratta di un gas molto dannoso che contribuisce significativamente all’effetto serra e al cambiamento climatico. La fuoriuscita di metano sembra più rilevante a carichi bassi del motore, quando la nave si avvicina al porto o si allontana dal porto mentre è meno rilevante durante la normale navigazione. La combustione di GNL emette poi formaldeide, un composto organico volatile cancerogeno e molto dannoso alla salute anche a basse concentrazioni.
Quindi se da un lato il GNL nel trasporto marittimo porta benefici per quanto riguarda l’impatto sulla qualità dell’aria, dall’altro il suo utilizzo ha effetti gravi e negativi per il clima. Tanto è vero che Fossil Free Netherlands prima e l’ente britannico per controllo della pubblicità (SRC) poi hanno denunciato la compagnia per “greenwashing”. Il greenwashing si riferisce appunto alla pratica di diffondere informazioni fuorvianti sostenendo che i prodotti dell’azienda sono rispettosi dell’ambiente quando, in realtà, le sue pratiche commerciali non lo sono.

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